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TESSOFORME di Giuseppe Guanci

Le mie opere sono caratterizzate dalla sperimentazione su forme completamente vuote. Una ricerca sul vuoto e ciò che esso "contiene", nel tentativo di circoscriverlo con un sottilissimo filo metallico, con cui vengono “disegnate” le forme nello spazio, realizzando una sorta di tessitura superficiale.

L’aspetto filosofico che le sottende, si riferisce al concetto di vuoto, a cui anche il pensiero orientale fa riferimento, essendo la gestualità stessa, con cui sono realizzate, fondamentalmente meditativa, nella sua ripetizione di un'infinità d'intrecci che, nel loro insieme, danno appunto luogo alla forma, evocandone contemporaneamente anche l'immaterialità, non essendo costituita da vere superfici, ma solo suggerita dal reticolo di linee, che tuttavia la nostra mente ci restituisce come figurazione compiuta.                                               Lo sguardo le può infatti attraversare e l’attenzione depositarsi su ciò che si trova oltre, anche su analoghe figure poste dietro di esse, oppure entrambe fuse in una nuova inconsueta creazione che varia al variare del punto di vista o delle condizioni di luce. Infatti, se investite da una luce diretta, queste divengono materiche, mentre in controluce, si assiste alla loro dematerializzazione.

In definitiva una metafora della “vacuità della forma” e della nostra illusoria esperienza sensoriale, a cui si riferisce anche la fisica quantistica, dimostrando come ciò si avvicini incredibilmente alla descrizione di quello che noi chiamiamo realtà.


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