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LE FORME DEL MARE -    presso PATATAS NANA

3 AGOSTO - 23 SETTEMBRE

SENIGALLIA (AN) ITALY - Via Bonopera 37

MOSTRA-INSTALLAZIONE presso il ristorante IL REFETTORIO - Cenacolo del tempo sospeso - Chef Edoardo Ferrera

15 giugno - 30 agosto

Porto di Oneglia - Imperia - Via Des Geneys 34


TESSOFORME di Giuseppe Guanci

Le opere di Guanci, che chiama “Tessoforme”, sono completamente vuote e trasparenti. Esse sono caratterizzate da una ricerca sul vuoto e ciò che esso "contiene", nel tentativo di circoscriverlo con un sottilissimo filo metallico, con cui vengono “disegnate” le forme nello spazio, realizzando una sorta di tessitura superficiale.

L’aspetto filosofico che le sottende, si riferisce al concetto di vuoto, a cui anche il pensiero orientale fa riferimento, essendo la gestualità stessa, con cui sono realizzate, fondamentalmente meditativa, nella sua ripetizione di un'infinità d'intrecci che, nel loro insieme, danno appunto luogo alla forma, evocandone contemporaneamente anche l'immaterialità, non essendo costituita da vere superfici, ma solo suggerita dal reticolo di linee, che tuttavia la nostra mente ci restituisce come figurazione compiuta. Lo sguardo può infatti attraversarle e l’attenzione depositarsi su ciò che si trova oltre, anche su analoghe figure poste dietro di esse, oppure entrambe fuse in una nuova inconsueta creazione che varia al variare del punto di vista o delle condizioni di luce. Infatti, se investite da una luce diretta, queste divengono materiche, mentre in controluce, si assiste alla loro dematerializzazione.



The works of Guanci, which he calls "Tessoforme", are completely empty and transparent. They are characterized by a research on the void and what it "contains", in an attempt to circumscribe it with a very thin metal wire, with which the shapes are "drawn" in space, creating a sort of superficial texture.
The philosophical aspect that underlies it, refers to the concept of emptiness, to which also the oriental thought refers, being the same gestures, with which they are realized, fundamentally meditative, in its repetition of an infinity of interweaving that, in the they, together, give place to the form, evoking at the same time also the immateriality, not being constituted by real surfaces, but only suggested by the network of lines, which however our mind returns to us as a complete figuration. In fact, the gaze can pass through them and the attention can be deposited on what is beyond, even on similar figures placed behind them, or both merged in a new unusual creation that varies according to the point of view or the conditions of light. In fact, if invested by a direct light, these become material, while backlit, we witness their dematerialization.
Ultimately a metaphor of the "form vacuity", which also refers to quantum physics, demonstrating that reality is nothing but a void that only our illusory sensory experience can make concrete.







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